Respira
Respira
C'è un silenzio che si posa sulla Puglia proprio all'alba, quando gli uliveti trattengono il verde grigio del primo mattino e l'aria conserva ancora il fresco della notte. In una cucina di campagna, una donna sta davanti a una finestra aperta con un cappuccino stretto al petto, lasciando che il suo calore le si posi addosso.
In fondo alla stradina, una persiana di legno si apre con un lieve cigolio. Un cane abbaia una volta nell'aria quieta, poi torna a dormire. Il mondo si muove senza fretta, e questa mattina lei sceglie di restare ancora un poco dentro quella quiete.

Respira, diceva sua nonna nelle mattine come questa. Era un invito, offerto da chi sapeva quali momenti valesse la pena custodire.
Il pavimento di pietra è fresco sotto i piedi. Sul fornello, la moka è ormai vuota, il metallo ancora caldo del caffè versato pochi istanti prima. Il sole trova la polvere sospesa nell'aria, tingendola dolcemente d'oro.
Mattine come questa non appartengono a un solo luogo. Appartengono a ogni cucina, a ogni finestra, ovunque si custodisca un momento di quiete.
La tazza può essere diversa, la luce può arrivare grigia invece che dorata, ma il silenzio aspetta sempre.
Questo ritmo è un'amica antica e familiare: il pranzo lungo, il pomeriggio chiuso dietro le persiane, la sera che comincia quando il crepuscolo scende sulla piazza. Porta con sé la nostalgia di un ricordo tramandato in silenzio, lieve e certo a un tempo.

Fuori, le foglie degli ulivi catturano la luce che cresce. Da qualche parte, oltre la valle, una campana segna l'ora con un rintocco fermo e familiare. Lei beve il caffè a piccoli sorsi, senza fretta, e posa la tazza con delicatezza sul tavolo di legno.
Piano, piano.
Il resto della giornata arriverà a suo tempo. Ma per ora, esiste soltanto questo momento di quiete.
Respira

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