Respira: una piccola luce

Firenze ha preso il colore del pane appena sfornato, e i tetti scendono verso il fiume in file morbide di terracotta.
Sul davanzale di pietra una candela sola attende, lo stoppino pallido e intatto. Si sente il raschio secco di un fiammifero. Poi una fiamma si accende, bassa e dorata, e il vetro della finestra ne trattiene una seconda, appena dietro, tremolante.
Giù nel vicolo una persiana si chiude. Un campanello di bicicletta suona due volte e si spegne. Il profumo della cera d'api sale, lieve e dolce di miele, e l'aria sembra sussurrare respira.
Sei di nuovo una bambina al tavolo di cucina consumato dal tempo, con la radio che mormora nella stanza accanto e qualcuno che canticchia ai fornelli.
Ogni sera merita una piccola luce.
Stasera, da qualche parte nella tua casa, forse c'è una candela messa da parte per nessun motivo in particolare. Accendila al crepuscolo e lascia che la sera arrivi tutt'intorno.
Respira


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